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Ncikel

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Il nichel (o nichelio) è l'elemento chimico di numero atomico 28. Il suo simbolo è Ni.

Il nome deriva dal nome svedese Nickel, diminutivo di Nicolaus, anticamente associato a persona da poco, folletto o ragazzo irrequieto, troppo pieno di vitalità[1]. Esiste poi il derivato tedesco Kupfernickel ("rame del diavolo"), nome dato dai minatori a questo elemento un tempo senza valore.

l nichel è un metallo bianco argenteo. Appartiene al gruppo del ferro, ed è duro, malleabile e duttile.

Il nichel è uno dei cinque elementi ferromagnetici. Si accompagna molto spesso con il cobalto: entrambi si possono trovare nel ferro meteorico. È assai apprezzato per le proprietà che conferisce alle leghe metalliche di cui fa parte. A causa della particolare lega usata, la moneta americana detta "nichelino"[2] (nickel) non è ferromagnetica, mentre l'equivalente canadese lo era fino all'anno di conio 1958 compreso.

Circa il 65% del nichel consumato nel mondo occidentale viene impiegato per fabbricare acciaio inox austenitico; un altro 12% viene impiegato in superleghe. Il restante 23% del fabbisogno è diviso fra altri tipi di acciaio, batterie ricaricabili, catalizzatori e altri prodotti chimici, conio, prodotti per fonderia e placcature.

Data la sua ottima resistenza all'ossidazione, l'uso del nichel riguarda:

  • l'acciaio inossidabile e altre leghe resistenti alla corrosione;

  • l'acciaio al nichel, usato per impieghi a bassa temperatura;

  • l'alnico, una lega, usato nei magneti;

  • il mumetal, che ha una permeabilità magnetica particolarmente alta, e si usa per schermare campi magnetici;

  • il monel, una lega di nichel estremamente resistente alla corrosione, usata per eliche di navi, attrezzature da cucina e tubature di impianti chimici industriali;

  • le leghe a memoria di forma, come il nitinol, usate in robotica e in endodonzia (un ramo dell'odontoiatria);

  • le batterie ricaricabili, come le batterie al nichel-idruro metallico e al nichel-cadmio;

  • la monetazione: negli Stati Uniti e in Canada il nichel è usato nelle monete da un centesimo; in Italia, le monete da 50 e 100 lire erano fatte di acmonital o di cupronichel, due leghe di nichel; molti altri stati usano o hanno usato nichel nelle loro monete;

  • l'elettrodeposizione;

  • i crogiuoli per laboratori chimici;

  • l'idrogenazione degli oli vegetali: in questo caso, il nichel viene finemente polverizzato e risulta un catalizzatore;

  • il rivestimento di ferro, l'ottone e altri materiali metallici;

   certe leghe, come per esempio l'argento tedesco.


 
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